I nostri cani in questi giorni di quarantena …

Come glielo spiego ad un mix Border Collie (più border che collie) di due anni che non possiamo fare lunghe passeggiate nei prati?
come glielo spiego che non può correre libero nei boschi?
come faccio a fargli capire che è solo un periodo se neanche io so quanto durerà?
come posso far capire ad Astra che deve fare i suoi bisogni per strada invece che in un prato?
certo è ancora più difficile per chi ha dei bambini, lo so benissimo, ma loro almeno possono sfogarsi, la gente li capisce, mentre se solo io accenno a questa mia sofferenza vengo guardata male, compatita perchè sono solo cani.
A volte sembra che amare i cani, sentirsi responsabili della loro serenità, sia una cosa sbagliata, da fanatici; invece per me ha un gran peso e soffro molto nel non poterli rendere felici sempre, tutti i giorni; è sbagliato? per me no perchè amare non è mai sbagliato.
quando dico loro “bene ora dobbiamo tornare a casa” e incrocio i loro sguardi stupiti, cosa staranno pensando? che d’ora in poi sarà sempre così? che sono impazzita? perchè questo dicono i loro occhi.
Poi penso a tutti quei cani che passano la loro vita in un cortile, sempre gli stessi colori, odori, senza fare mai nuove esperienze …
povere anime … ecco in questi giorni, settimane, mesi? i miei cani sono due povere anime che continuano ad amarmi perchè sono cani,
programmati per amare incondizionatamente.

Meno male che ci siete

Ieri è arrivato un pacco, di solito i prodotti per i miei cani e le mie gatte arrivano col corriere

ormai Astra ed Elliott lo sanno e si creno tante aspettativa, tanto che l’apertura dello scatolone

è sempre una festa.

Naturalmente l’apertura avviene lentamente mentre osservo le espressioni dei miei cani impazienti, Elliott ancor più di Astra, lei è più posata e attende con più compostezza; Elliott è il classico maschiaccio che si fa strada a spintoni e vuole fare lui, “che di sicuro ci riesce prima”! 🙂

Quando finalmente ho aperto il pacco, Elliott è quasi svenuto alla vista di tante leccornie! un enorme scatolone pieno dei suoi snack preferiti! il paradiso! non lo si teneva più, tutto il muso immerso ad odorare quel ben di Dio!

Astra invece ha notato che, nascosta fra tutte quelle buste profumate di buono, c’era una pallina! allora con la sua eleganza si è avvicinata, estratto la SUA pallina nuova ed è corsa in giardino a godersi, forse solo per qualche minuto, perchè poi il fratellino gliela ruberà, il suo nuovo gioco.

Non si può non amarli 🙂

Oggi

sospeso tra un giorno trascorso tra ansia e preoccupazione
e un giorno, domani, così incerto che ti fa paura
un sospiro che non finisce più
come un’attesa senza scadenza
desiderando solo la normalità
quella normalità che solo un mese fa ti annoiava
ed ora sembra solo un ricordo
e ti sembra che non tornerà più
e forse sarà proprio così
niente sarà come prima
allora, forse,
è meglio oggi.

Con il coronavirus ci riscopriamo più simili agli animali. È la nostra natura ma anche la nostra cultura

di Fabrizio Rondolino

Con il coronavirus ci riscopriamo più simili agli animali. È la nostra natura ma anche la nostra cultura

In questo tempo sospeso, di fronte ad un pericolo sconosciuto e dai contorni ancora imprecisati, la nostra vita si è per dir così semplificata: non soltanto perché siamo costretti a fare molte meno cose di prima, ma anche, e soprattutto, perché i nostri comportamenti e le nostre reazioni sembrano rispondere più all’istinto – che è sempre semplice, immediato, diretto – che alla ragione. Ciò non significa che siamo irragionevoli – anzi, nella stragrande maggioranza dei casi ci stiamo dimostrando più responsabili di quanto noi stessi pensassimo – ma, semmai, che la nostra ragione è più efficace perché risponde prima di tutto ad un istinto primordiale: la sopravvivenza dell’individuo e della specie. In altre parole, siamo diventati un po’ più simili agli animali.

Qualcuno è inorridito vedendo sulla rete e in televisione gli assalti ai supermercati, e qualcuno si è sentito superiore e ha guardato con fastidio agli eccessi della gente comune: la verità, però, è che ci siamo comportati come qualsiasi altro animale, assicurandoci la risorsa essenziale, l’unica a cui per nessun motivo possiamo rinunciare – il cibo. Se avessimo soltanto usato la ragione, avremmo facilmente concluso che non c’è in Italia nessun problema di approvvigionamento alimentare, e che non ci sarà neppure se – Dio non voglia – la situazione dovesse peggiorare di molto. L’istinto ha però suggerito un’altra soluzione, e la nostra mente semplificata dalla pandemia gli ha dato retta. In etologia si chiama «opportunismo»: ogni volta che un predatore incontra una preda, a meno che non abbia appena finito di mangiare, coglie l’opportunità dell’incontro per uccidere. E il motivo è semplice: nessuno può sapere quando si ripresenterà l’occasione.

È questo per esempio il motivo per cui un gatto con la ciotola sempre piena di crocchette continua a cacciare lucertole che poi regolarmente abbandona per casa. Nelle condizioni profondamente mutate in cui ci troviamo, l’assalto al supermercato è l’equivalente della caccia alla lucertola di Sergio e Laura. Non voglio giustificare questo comportamento: ma neppure mi sento di condannarlo, perché ci appartiene profondamente.

In questi primi giorni di clausura forzata, un po’ ovunque in Italia la gente ha improvvisato dai balconi di casa concerti e performance collettive, spesso anche intonando l’inno nazionale, che di solito riserviamo soltanto alle vittorie della Nazionale ai Mondiali. E anche in questo non è difficile scorgere il lavoro dell’istinto. Siamo animali profondamente, indelebilmente sociali. Nel nostro patrimonio genetico è inscritta una modalità molto precisa: possiamo vivere soltanto insieme agli altri, e all’interno di una struttura gerarchica ben definita.

Non solo: i membri del branco hanno continuamente bisogno di confermarsi reciprocamente l’appartenenza alla stessa comunità. Per questo motivo i cani (come i lupi) si leccano il muso l’un l’altro, i gatti si annusano, gli scimpanzé si spulciano: ognuno di questi atti, ripetuti anche più volte nel corso della giornata, ribadisce l’esistenza di un legame collettivo e in questo modo anche lo rafforza. Affacciarsi alla finestra per cantare con il dirimpettaio l’inno nazionale è esattamente la stessa cosa. Non credo che la «natura» sia preferibile o superiore alla «cultura», anche perché è impossibile separare i due ambiti: la nostra cultura è precisamente la nostra natura, e viceversa, così come si sono organicamente evolute negli ultimi trentamila anni. Però mi sembra importante, e anche in una certa misura consolatorio, ricordarsi che alla radice dei nostri comportamenti, soprattutto in una condizione di difficoltà, ci sono motivazioni e reazioni condivise da tutti gli altri animali: e questo ci aiuta ad avere più rispetto per le altre creature, e una più matura consapevolezza di sé.

Fonte : https://www.corriere.it/animali/bonnie-e-co/notizie/con-coronavirus-ci-riscopriamo-piu-simili-animali-nostra-natura-ma-anche-nostra-cultura-a5ca7b62-65fb-11ea-a287-bbde7409af03.shtml

Italiani nei giorni del covid 19

Ho portato fuori i miei cani, sì proprio così ho due cani e due volte al giorno, da sempre, porto fuori i miei cani; ora esco con un pò di ansia, ho la mia autocertificazione, cerco i posti meno frequentati ma esco con ansia; la raccomandazione di stare a casa per me ha un peso, un valore, e cerco di comportarmi al meglio.

Oggi pomeriggio era quasi impossibile evitare gente; quando si hanno dei cani e li si porta in giro in passeggiata, si finisce per conoscere tutti i cani della zona, spesso anche i loro nomi; i nome dei proprietari no, ma quelli dei cani si.

Oggi ho incontrato cani che non avevo mai visto, persone che non conosco e non ho mai visto in giro, tanto meno con cani al guinzaglio … assembramenti di 4 0 5 persone attorno ad un amorevole cucciolo (ma l’avete comprato ieri?!!!)

Oggi siamo dovuti tornare indietro, nessuno dei nostri angolini “segreti” era praticabile, persino il parco era pieno di gente; e non è per la bella stagione, perchè un inverno non c’è mai stato …

Forse avrebbero dovuto obbligarci ad uscire per farci stare in casa? sono sconfortata.

Poi vedo le bandiere Italiane fuori dai balconi, gli striscioni colorati dipinti dai bambini con scritto “ce la faremo”, vedo video di gente al balcone che applaude e che canta e capisco che gli Italiani siamo questi; siamo quelli che nel bisogno non si tirano indietro, quelli che lottano in prima linea perchè tutto finisca bene, quelli che aiuteranno anche i paesi che ci hanno criticati e derisi;

Si, siamo un pò indisciplinati, a volte, ma siamo il popolo migliore del mondo che vive nella nazione più bella del mondo e quindi “andrà tutto bene”.

Veterinario rapisce due cuccioli di cane per salvarli dai maltrattamenti e regalare loro una vita felice

FULVIO CERUTTI Pubblicato il 07 Marzo 2020 Ultima modifica 07 Marzo 2020 18:03

Un rapimento a fin di bene, per sottrarre due anime indifese dai maltrattamenti. A realizzarlo il veterinario spagnolo Victor Larkhill in una località in provincia di Alicante. L’uomo, noto per numerosi salvataggi di animali in difficoltà, era stato contattato da alcuni residenti che gli hanno raccontato i maltrattamenti a cui erano sottoposti due cuccioli. Il tutto testimoniato da un video dove si sente una persona, il proprietario dei due animali, che urla contro i due cani, minacciando di ucciderli. Alle urla seguono poi guaiti strazianti e lamenti che testimoniano con quanta crudeltà l’uomo abbia sfogato la sua rabbia sui due esseri indifesi.  Veterinario rapisce due cani per salvarli dai maltrattamenti

Così Larkhill, aiutato da un suo collaboratore, ha deciso di intervenire: approfittando dell’assenza dell’uomo, i due sono entrati nell’abitazione e hanno portato via i due cani. Una corsa commovente, con i due quattrozampe in braccio, “rincorsi” dalla paura che qualcuno potesse fermare la loro fuga verso la libertà. Ma tutto è andato bene e i due salvati sono stati portati in uno luogo sicuro dove sono stati curati e preparati a essere adottati. Il proprietario non ha fatto neanche denuncia, probabilmente di dover pagare per i maltrattamenti. 

Per i due cani è stato un percorso complicato perché le violenze si portano dietro paure difficili da cancellare. Ma questa è una storia a lieto fine: i due animali, ormai non più cuccioli, ora vivono felici circondati da una famiglia di umani che li amano e dove hanno trovato altri amici con la coda con cui hanno fatto amicizia.

Fonte : https://www.lastampa.it/la-zampa/cani/2020/03/07/news/veterinario-rapisce-due-cuccioli-di-cane-per-salvarli-dai-maltrattamenti-e-regalare-loro-una-vita-felice-1.38559892

la gabbia

le sbarre più resistenti sono quelle della gabbia che ci costruiamo nel tempo
sbarre fatte di parole non dette
di sogni mai inseguiti
di parole che ci aspettavamo da qualcuno ma che non abbiamo mai sentito
di silenzi assordanti
di rimpianti
sbarre che diventano sempre più insuperabili
ogni volta che pensiamo “tanto non mi capisce”
una gabbia che sembra proteggerci ma ci spegne.

Che fine hanno fatto i cani di Striscia la Notizia? Dal canile a così

Di Teresa Franco

Striscia la Notizia 2020 ha un nuovo cane di nome Chia ma che fine hanno fatto i cani precedenti? Ecco le notizie su di loro, dal canile a una nuova vita.

striscia la notizia cani
Fake, uno dei cani di Striscia la Notizia (Foto Instagram)

Dal 1993 sul bancone di Striscia la notizia sono arrivati diversi cani. La redazione ha raccontato che una persona contattata diversi canili in Italia per trovare un cucciolo e poi per tutta la stagione un addestratore se ne prende cura.

Noi ci siamo chiesti qual è stato il destino di questi cagnolini dopo la trasmissione e insieme a noi anche molti spettatori. Il programma ha deciso di raccontare come è cambiata la vita di queste mascotte.

Che fine hanno fatto i cani di Striscia dal 2019 al 2011, dal canile alla nuova vita di ogni cane

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Castagna – Striscia la Notizia 2011

Castagna era stata scelta da un canile di Manduria, in Puglia, nel 2011, sotto la conduzione di Salvo Ficarra e Valentino Picone. La cucciola è stata adottata proprio da uno dei due conduttori, Ficarra. La cagnetta vive ora a Palermo e va d’accordo non solo con gli altri cani ma anche con gli altri gatti. Castagna non ama la solitudine e vorrebbe giocare tutto il giorno. Inoltre ha una particolare attitudine verso le ambulanze: ulula appena ne sente una, svegliando i malcapitati vicini.

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Nebbia – Striscia la Notizia 2012

Il ritrovamento di Nebbia dà i brividi: era in una cesta con altri due cuccioli ricoperti di benzina, a Caserta. A Striscia è arrivato nel 2012, sotto la conduzione di Ficarra e Picone. La sua nuova padrona ha raccontato che ama le coccole, che è un cane buono e che è iperprotettivo da quando lei ha avuto due bambini. Nebbia ama correre: per fortuna, dato che ama molto anche mangiare.

che fine hanno fatto cani striscia la notizia
Imu – Striscia la Notizia 2015

Imu ha partecipato a Striscia nel 2015. Era stato trovato vicino a un fiume a Paduli, in provincia di Benevento. Ora ha una nuova famiglia che lo definisce buono e ubbidiente. Imu fa anche la guardia anche se in realtà non è molto coraggioso. Vive al mare e fa molte vacanze, in campagna e nelle splendide montagne del Trentino. Si diverte anche a passeggiare e correre. Una vita invidiabile!

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Susi – Striscia la Notizia 2015

Susi, diminutivo di Susanna, ha partecipato sempre nel 2015. Era stata abbandonata da un uomo in un canile di Brindisi. La sua nuova famiglia di Pagazzano, in provincia di Bergamo, l’ha subito adottata dopo il programma. Susi è un cane socievole con gli altri cani, ama giocare e ama i bambini, soprattutto Filippo, che vive in casa con lei. Vive all’aria aperta, in giardino, e il suo padrone la porta a fare lunghe passeggiate. La sera Susi dorme in casa perché…ha paura del buio!

che fine hanno fatto cani striscia la notizia
Leopolda – Striscia la Notizia 2016

Leopolda dallo studio di Striscia, dove è arrivata nel 2016, non ha dovuto fare molta strada per trovare una nuova famiglia. Vive infatti a Cologno Monzese. Per la sua nuova famiglia è stata un balsamo: Leopolda è stata adottata dopo un lutto. I suoi padroni la descrivono come ubbidiente, educata e amorevole con tutti ma con ciascuno in modo diverso. Ha un solo difetto: tira molto la sua padrona durante le passeggiate!

cane Striscia la notizia 2017
Donald – Striscia la Notizia 2017

Donald ha partecipato a Striscia nel 2017, con Ficarra e Picone. La sua nuova famiglia è di Palazzolo Milanese. Ama molto i bambini, soprattutto i più piccoli, con i quali è molto delicato, e il suo padroncino. Donald è un cane dolce, anche se all’inizio era un po’ spaventato e, nonostante capisca le intenzioni degli adulti, è ancora un po’ diffidente. Ama mangiare molto e dormire fino a tardi. All’inizio ha fatto un po’ di danni in casa ma ora è tranquillo, anche in presenza del gatto.

che fine hanno fatto cani striscia la notizia
Fake – Striscia la Notizia 2019

Il vispo e travolgente Fake è arrivato lo scorso anno a Striscia, nel 2019, da Taranto. Con lo stesso nome che aveva nel canile, Ragù, ora vive a Prato in una casa con il giardino. Dà la sveglia a suon di baci alla sua padrona per farla alzare ed andare a correre. Dopo la doccia non ama molto il phon. Nonostante il nome, Ragù ama molto le verdure, soprattutto l’insalata iceberg, e la frutta. Il cagnolino è un grande fan dei cartoni animati e rimprovera abbaiando la padrona quando non accende il canale giusto, ma rimane comunque un fan di Striscia la Notizia.

Per conoscere la nuova arrivata di quest’anno e per altre informazioni vi lasciamo il nostro articolo Cane Striscia la Notizia 2020: razza, nome e notizie sui cani precedenti.

Fonte : https://www.amoreaquattrozampe.it/news/fine-fatto-cani-striscia-la-notizia/54924/

Cuccioli di orso in cerchio mano per mano: l’attimo ripreso da un fotografo

Di Benedicta Felice

Il girotondo degli orsi, la fantastica scena catturata da un fotografo in Finlandia. Stupore e bellezza si fondono in una cornice da fiaba

La scena fiabesca (Foto Instagram)
La scena fiabesca (Foto Instagram Valtteri Mulkahainen)

Catturare alcuni attimi non è semplice, specialmente quando si tratta di animali. Il fotografo Valtteri Mulkahainen è riuscito nell’impresa, immortalando le immagini di un gruppo di cuccioli di orso disposti a cerchio mentre fanno il girotondo. Il professionista ha afferrato il momento durante un viaggio in Finlandia orientale per lavoro. Giunto sul posto, si è imbattuto in una scena da sogno: una mamma e i suoi tre cuccioli si stavano rilassando intorno all’albero. Nulla di strano, potrebbe sembrare, se non fosse per l’inaspettato gesto compiuto dai piccoli animali. All’improvviso, si sono disposti a cerchio ed hanno cominciato a fare il girotondo, danzando.

Fonte : https://www.amoreaquattrozampe.it/news/il-girotondo-degli-orsi/57567/

Allergia ai gatti, la nuova cura per umani nella ciotola di micio

Di Chiara Burriello

Una ricerca americana sta testando del cibo per gatti innocuo per i felini, che potrebbe rappresentare una nuova frontiera nella cura all’allergia ai gatti di cui soffrono gli umani.

allergia ai gatti cura
Allergia ai gatti, probabile cura nel cibo (Foto Pixabay)

Ci sono tantissimi amanti dei gatti sparsi in tutto il mondo che non hanno la possibilità di coccolare il loro amico felino quanto vorrebbero, a causa di una fastidiosa allergia ai gatti per la quale non c’è ancora una cura definitiva. Non bisogna però perdere le speranze, visto che gli scienziati sono continuamente impegnati nel loro lavoro di ricerca per provare a risolvere un problema molto diffuso nella popolazione mondiale.

Ad oggi, chi soffre di allergia al pelo di gatto è costretto a rinunciare ad adottare un felino domestico o, in alternativa, a sottoporsi a continue cure a base di antistaminici: ma siamo davvero sicuri che non esistano altri modi per risolvere il problema e aiutare gattari e gattare allergici di tutto il mondo a vivere in tutta serenità il loro amore per gli amici a quattro zampe?

In questo articolo troverete le principali soluzioni proposte dagli scienziati come cura all’allergia ai gatti con un approfondimento sulle ultime scoperte riguardanti una terapia sotto forma di cibo per i nostri amici felini.

Allergia ai gatti: la cura potrebbe essere più vicina del previsto

Ci sarebbero nuove opzioni dietro l’angolo per i proprietari allergici dei gatti di tutto il mondo: le nuove tecnologie basate sugli studi della genetica potrebbero portare alla formulazione di uno speciale cibo per gatti in grado di eliminare gli allergeni più diffusi nei nostri amici felini domestici, causa di innumerevoli starnuti per un numero davvero considerevole di adulti e bambini a livello mondiale.

L’allergene prodotto dai gatti è una proteina nota come Fel d1. Incredibilmente piccolo e leggero, risulta essere facilmente trasportabile nell’aria: per questo motivo, è facile che si depositi su tessuti e superfici di ogni genere, causando attacchi di allergia anche in assenza di un gatto nel luogo in questione. Tutti i gatti producono Fel d1, anche se in quantità differente: per questo motivo, non esiste un gatto totalmente anallergenico, anche se alcune razze feline sono più adatte a chi soffre di allergia rispetto ad altre.

Trattamenti disponibili contro l’allergia al pelo di gatto

Ad oggi, non è perfettamente chiaro quale sia la funzione specifica della proteina Fel d1 nell’organismo dei gatti, ma ci sono alcune caratteristiche dell’allergene che sono già note al mondo della ricerca scientifica: ad esempio, che è collegata agli ormoni maschili, tanto da essere maggiormente presente negli esemplari di gatti maschi non sterilizzati.

Le scarse informazioni disponibili sull’allergene e sulla sua funzione rendono difficile ancora oggi l’identificazione di una cura definitiva, tuttavia al momento siamo in grado di affrontare i sintomi di allergia ai gatti con una terapia di desensibilizzazione (o immunoterapia) a base di farmaci antistaminici che tuttavia non curano la causa scatenante, ossia l’allergia vera e propria.

Ma è possibile migliorare l’attuale immunoterapia? Secondo gli scienziati sì, ed è proprio per questo che i ricercatori stanno lavorando per conoscere meglio l’allergene specifico prodotto dai gatti e per studiare le reazioni del sistema immunitario umano all’interazione con esso.

Si può curare l’allergia con il cibo per gatti?

La maggior concentrazione di Fel d1 si trova nella saliva del gatto, per cui un gruppo di ricercatori di Nestlé Purina sta testando un particolare cibo per gatti contenente un anticorpo specifico che si lega alla proteina della saliva di micio mentre quest’ultimo mangia. L’anticorpo è in grado di “mascherare” l’allergene, rendendolo irriconoscibile per il sistema immunitario umano: ovviamente, non è in grado di incidere direttamente sulla produzione di Fel d1 di micio.

L’immunologo Ebenezer Satyaraj, a capo della squadra di scienziati che sta portando avanti la ricerca, ha infatti dichiarato che l’intero studio si basa su una convinzione ben precisa: “Non volevamo interrompere la produzione di Fel d1, perché al momento non è chiaro quale ruolo abbia nel gatto”.

Ad oggi, il cibo speciale antiallergico è stato sperimentato su 105 gatti per un periodo di 10 settimane e i risultati sono decisamente incoraggianti: l’alimento è in grado di ridurre la quantità di allergene attivo sul pelo dei gatti di circa la metà, una diminuzione sufficiente a dare sollievo a chi soffre di allergia ai gatti di livello da lieve a moderato. Nulla da fare, al momento, per chi soffre di allergie gravi o asma: l’organismo non sarebbe in grado di tollerare alcuna quantità di Fel d1 senza scatenare dei sintomi.

Fonte : https://www.amoreaquattrozampe.it/news/allergia-gatti-cura-cibo/58708/